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Think Positive: 5 consigli per fare il lavoro dei sogni, ecco cosa ho fatto io

Sapete, qualche tempo fa, stavo facendo delle interviste per le vie del centro di Roma, merito di un progetto importante a cui sto lavorando. Dopo essermi presentata a due ragazze, dicendo loro chi ero, subito mi hanno detto: “Io voglio fare il tuo lavoro!”, colme di entusiasmo. La cosa mi ha colpita molto, ed effettivamente ragionandoci non è la prima volta che mi succede.

Anche su Instagram mi scrivono spesso ragazze che mi chiedono consigli sul migliore percorso da intraprendere per lavorare nel mondo dei contenuti digital. Per chi è arrivato fin qui ma non mi conosce, vi consiglio di leggere al volo la sezione “Chi sono” se volete approfondire, altrimenti posso dirvi in questo racconto, come ho fatto a lavorare nella gestione e produzione di contenuti per il mondo digital di importanti aziende.

Ricordo come fosse ieri la stanza in Viale Eritrea che condividevo con la mia amata coinquilina e amica Luana. Eravamo sul letto prima di riprendere la sessione di studi, a guardare Uomini e Donne, tipico svuota testa delle studentesse universitarie.

Avevo sulle gambe il pc e da poco scrivevo sul mio blog – proprio quello che leggete ancora oggi – correva l’anno 2007, sigh! e ad un certo punto dissi ad alta voce: “Io voglio fare questo, scrivere contenuti sul web!”. Oggi questa affermazione potrebbe suonare “normale”, ma a quei tempi non c’erano ancora i social network e anche i primi blog si affacciavano con un enorme punto interrogativo, di certo non esisteva ancora il lavoro del web editor.

Eppure mi si accese la lampadina. Il futuro mi sembrava meno nebuloso. All’epoca tutti i laureati in scienze della comunicazione ambivano a lavorare in case editrici o agenzie pubblicitarie, con poche speranze di riuscirvi. Non per mancanza di capacità, ma per lacune in fatto di posti disponibili in settori decisamente chiusi.

Nonostante ciò ero ancora convinta di voler fare la visual merchandiser, da lì anche il nome di questo blog. Mi ha sempre affascinato il marketing e le strategie di vendita legate all’esperienza nei negozi, oltre ad avere un interesse  smodato per l’estetica. La mia tesi di specialistica era stata proprio sul visual merchandising esperienziale. Feci un paio di colloqui per importanti aziende e mi trovai ad un passo dalla firma di un contratto che forse avrebbe cambiato il mio percorso, non so se in negativo o in positivo. Non fui la prescelta e ciò che in quel momento mi sembrò un ennesima sconfitta, si rivelò invece salvifico, perché forse il lavoro di visual merchandiser non era proprio come me lo aspettavo o almeno in quel “momento storico”. Ora è una figura decisamente più valorizzata e strategica.

Perdere il lavoro cosa fare e come reagire

Primo consiglio: credi in te stesso e vai anche quando non vorresti andare, prova a vedere cosa c’è lì oltre la comfort zone

Poco prima di laurearmi, avevo quasi terminato la tesi, ho iniziato a lavorare part time in un negozio di giocattoli per raccimolare qualche spicciolo in attesa di poter iniziare a cercare seriamente dopo la laurea. Proprio durante quell’esperienza conobbi una ragazza che lavorava con me e aveva il sogno di diventare giornalista. Un pomeriggio le dissi che sul sito della mia facoltà c’erano sempre annunci interessanti di stage e proprio mentre cercavo per lei, mi imbattei nell’annuncio di un’azienda che cercava un Web Content Specialist. Ammetto che non sapevo neanche cosa volesse dire. Mandai il Cv e mi chiamarono. Inizialmente non volevo più andarci, neanche a sostenere il colloquio perché la sede era lontana da casa e mi sembrava non ne valesse la pena. Poi devo dire che è stato Marco ad insistere e dirmi di andare almeno a vedere, ed è stato lì che è cominciato tutto.

Mi innamorai subito dell’ambiente. La redazione, anzi le redazioni, erano un mondo che avevo sempre sognato durante  i miei studi. Ero felice, e subito dimostrai di conoscere la materia, grazie anche al mio blog che, assieme alla laurea, è sempre stato un importante biglietto da visita e mi ha aiutata molto.

Proprio dopo quell’esperienza capii che non avrei mai dovuto abbandonarlo, perché era una cosa mia, mi distingueva dagli altri e spesso quando andavo a fare ai colloqui era un “plus” rispetto a tutti gli altri laureati come me.

Ho iniziato con uno stage di 6 mesi, retribuito, rinnovato di altri 6 mesi e poi con un contratto di apprendistato formativo di 4 anni. Una fortuna avere un contratto che mi permettesse di rimanere nella stessa azienda e imparare una professione. Dopo 4 anni, ma in realtà sin dal primo anno, ero autonoma e gestivo i canali di moda uomo, moda donna e bellezza. Uomo e bellezza creati da zero e con dei risultati in termini di traffico strepitosi. Fu una palestra incredibile, riconobbi subito tra le mie skill il senso della notizia. Non c’è tool SEO che possa sostituire l’umano senso della notizia dato dall’esperienza. Essendo diventata padrona delle mie “materie”anticipavo i trend e con articoli gestiti bene lato Seo, posso dire di aver avuto un grande maestro in questo, ero praticamente imbattibile in SERP. Ancora oggi molti articoli che scrissi in quegli anni, sono tra le prime posizioni su Google, incredibile!

Secondo consiglio: focalizza le tue skills, le cose in cui sei bravo e ti distingui, e allenale

Da quel momento, con grande fatica perché lavoravo full time 8 ore al giorno durante la settimana, ho continuato a portare avanti il blog. Ammetto che ero profondamente insicura di quello che facevo, temevo molto il giudizio degli altri, nonostante ciò continuai, per fortuna. È come quando una grande band fa un album in cui non si riconosce al 100%, ma lo fa, perché è comunque una fase per quello che verrà dopo.

Lo feci con enorme sacrificio, soprattutto perché i risultati non arrivavano. Erano ancora pochissime le possibilità di collaborazione, al massimo si riceveva qualche prodotto in regalo, era tutto in divenire e la figura del blogger veniva già denigrata sui social. Facebook intanto era entrato a far parte delle nostre vite. Anche amici e colleghi non capivano, era tutto un battutine, il tipico atteggiamento di chi denigra ciò che “non conosce o non capisce”. Altri invece, devo ammettere, mi hanno sostenuto sin dal primo giorno.

In quel periodo dedicavo tutto il mio tempo libero al blog. Se non scrivevo, scattavo foto, per un periodo mi sono svegliata anche prima la mattina per poterlo aggiornare quotidianamente. E dopo, a lavoro per altre 8 ore davanti al pc. Solo se hai tanta passione riesci a farlo.

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Terzo consiglio: non smettere mai di studiare e coltivare le tue passioni, soprattutto quando i risultati non arrivano

Ad un certo punto, quando il mio lavoro sembrava concretizzarsi e stavo per vedere riconosciuto (materialmente) il ruolo che già da anni svolgevo, è crollato tutto. L’azienda in cui lavoravo era in crisi nera e da anni ormai si iniziava a mandare a casa la gente, non per meritocrazia, ma in base al tipo di contratto. Questo perché, prima a o poi, sarebbero andati a casa tutti. Vidi sfumare il contratto a tempo indeterminato, quando praticamente mi avevano già messo sotto la mano il foglio per firmare.

Incredibile, ma non mi persi d’animo neanche un secondo, sebbene quello sarebbe stato un periodo nero per gli italiani in cerca di lavoro. Il periodo della Legge Fornero e della crisi di governo. Iniziai a cercare, ma c’erano pochi lavori e sottopagati, andai a lavorare 3 giorni per un’azienda ai Parioli senza aver firmato un contratto e capito che stipendio avrei percepito. Dopo la mia richiesta di formalizzare questi aspetti, mi mandarono via dicendo che la loro era una “grande famiglia” e le mie domande erano state inoppportune. Assurdo! Ma la cosa più triste è che tanti altri ragazzi erano rimasti.

Decisi che non mi sarei svenduta, perché sapevo di valere come lavoratrice e professionista e in quattro anni, sui siti per cui lavoravo avevo avuto risultati decisamente superiori alla media, quindi conoscevo il mio potenziale.

Decisi di aprire un mio sito – Style Factor – una sorta di piccolo portfolio on line, dove avrei mostrato appunto le mie capacità e coltivato le mie passioni: il mondo della moda e del beauty.

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Quarto consiglio: Focalizza il tuo futuro, la vita che vorresti e punta sempre in alto (ma poi dimostra di meritarlo)

Puntai in alto, inviai CV solo alle aziende più importanti e in cui, secondo la mia esperienza, avrei potuto lavorare bene ed essere soddisfatta. Perché solo puntando in alto puoi ricevere qualcosa all’altezza delle tue capacità e aspettative. Prefigurai il mio percorso e sapevo che volevo arrivare ad un livello che mi permettesse di stare bene e crescere dal punto di vista professionale e personale.

Inutile dire che di 50 cv inviati si ricevevano sì e no  risposte positive. Ma non demorsi, non pensai neanche per un attimo che il mio Cv non fosse interessante. In alcuni casi mandai il Cv anche 4 o 5 volte, proprio come nell’ultima azienda dove lavoro. Magari la volta prima non è stato aperto o non era il momento giusto, o non lo ha letto la persona adatta a capire quanto valiamo. Mai arrendersi se quell’azienda è davvero ciò che vogliamo.

Eppure qualcosa arrivò, iniziai a scrivere per un importante sito legato ad un marchio moda luxury italiano. Il sito però era completamente in inglese. Sfida nelle sfida, mandavo i miei articoli in inglese e scrissi tante cose di cui ancora oggi vado un po’ fiera. Tanto a tema beauty, ma anche un articolo sui posti di Pasolini a Roma.

Nel frattempo, lavoravo tantissimo a Style Factor, che in pochi mesi raggiunse ottimi risultati in fatto di traffico e riuscivo a posizionarmi in prima pagina su Google, nonostante la concorrenza di siti enormi. Conferma che sapevo il fatto mio.

Sacrificai però tanto tempo libero. Impossibile pensare di ottenere qualcosa, mentre siamo sul divano a guardare una serie o usciamo tutte le sere a bere spritz con gli amici. Chi vuole ottenere qualcosa di grande partendo da zero, non può permetterselo, perché sa che se non aggiornerà il sito, il blog, se non si impegnerà, nessun altro lo farà per lui.

Quinto consiglio: non smettere mai di studiare, essere curioso, non sentirti mai “arrivato” in quello che fai

Nel frattempo continuavo a mandare Cv, inizia a lavorare per un’agenzia di comunicazione e nonostante la difficoltà del progetto, dimostrai alla fine del contratto di sei mesi che ero di più di ciò che si aspettavano. Nonostante l’offerta di un tempo indeterminato e un ambiente di lavoro piacevole, decisi di andare via per inseguire il mio sogno, imparare tutto sui contenuti on line e vedere a che livello ero. Accettai un contratto a tempo determinato di sei mesi nell’azienda in cui volevo entrare da circa un anno e dove mandai almeno 3 volte il CV, perché credevo nelle mie capacità e nel fatto che sarebbe diventato un indeterminato. Non tanto perché sono veggente, ma in quanto consapevole del valore che potevo portare all’azienda con le mie skills e le mie capacità. La sicurezza è tutto. Se non crediamo noi in noi stessi, difficilmente lo faranno gli altri. Da quel giorno sono cresciuta molto e mi trovo ora gestire un importantissimo progetto beauty (se mi seguite su Instagram sicuramente ne saprete già qualcosa) per la più grande azienda dell’editoria italiana. Certo, non sono ancora soddisfatta al 100%, ma è stato un bel viaggio sin qui.

Insomma, questo a grandi linee il mio percorso e i piccoli insegnamenti che ogni step ha portato nella mia vita, non solo professionale. C’è ancora molto da fare per ottenere davvero quello che voglio, ma posso senza dubbio dire di aver mantenuto la promessa che mi feci quel giorno nella cameretta di Viale Eritrea, quando avevo solo un pc e tanta determinazione.

Ecco i miei 5 consigli, salvali o condividili come remind e in bocca al lupo!

5 COSE DA FARE PE RE IL LAVORO DEI SOGNI

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