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Cosa scrivere su Instagram sotto le foto (per avere tanti like): la guida breve

Mi capita sempre più spesso che mi scriviate messaggi in Direct per chiedermi consigli su come utilizzare Instagram. Molti di voi sognano di essere seguite, desiderano creare engagement intorno alle proprie foto, ma si scontrano con le difficoltà che lavorare su questo social network richiede.

E già, perché farsi notare su Instagram è diventato un vero e proprio lavoro per molti, alcuni lo fanno a tempo pieno, altri quando possono – tipo me – ma in ogni caso dietro c’è tanto lavoro, anche se non sembra. Ecco di cosa parleremo in questo post

  • Cosa scrivere su Instagram sotto le foto
  • Guida alla perfetta didascalia delle foto di Instagram (i casi di Luis Sal, Chiara Ferragni e Paola Turani)
  • Frasi per selfie su Instagram

Cosa scrivere su Instagram sotto le foto

Partiamo da un presupposto: farsi notare su Instagram è diventato piuttosto difficile, proprio per la grande quantità di persone  che ogni secondo pubblicano post o stories e anche perché negli ultimi tre anni il livello si è alzato notevolmente. Tutti noi andando a ritroso nella nostra gallery guardiamo con tenerezza mista ad orrore le foto che facevamo quando muovevamo i primi passi su questo social network che mai avremmo immaginato sarebbe diventato così popolare, tanto da surclassare persino Facebook, ormai sempre più relegato agli odiatori professionisti e ai polemici. Ma torniamo a noi, se avete cliccato su questo post è perché siete in crisi su cosa scrivere nelle didascalie di Instagram. E vi capisco, perché può essere una cosa semplice, quanto difficile. Dipende da noi, da come siamo e non siamo tutti uguali, quindi in primis c’è da stare tranquilli, una soluzione si trova e io sono qui per aiutarvi, nel mio piccolo.

Partiamo da me come esempio, in questo modo può risultare più semplice anche per voi capire il mio percorso all’interno di Instagram potreste trovare delle cose in comune oppure no, ma mi aiuta a farvi capire come ogni percorso sui social per raccontare se stessi, sia personale.

Io, ad esempio, ho sempre amato scrivere, quindi il foglio bianco non mi ha mai terrorizzata. Però è normale che sia sul blog che sui social, quando sai che dall’altra parte dello schermo leggerà chiunque quello che stai postando: tua madre, tua sorella, il tuo capo, i tuoi colleghi, i tuoi amici e i tuoi nemici, ti senti un po’ in imbarazzo, bloccato, può capitare, anzi a me capita ancora. In qualche modo è inevitabile pensarlo, ed è anche giusto perché essendo una piattaforma pubblica dobbiamo essere consapevoli di ciò che scriviamo e dei rischi che corriamo quando lo facciamo.

Ad ogni modo possiamo sempre scrivere quello che vorremmo scrivere e poi rileggerlo, anche qualche ora dopo, per vedere se è effettivamente ciò che vogliamo comunicare o possiamo aggiustare il tiro.

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Guida alla perfetta didascalia delle foto di Instagram

La prima cosa da fare è essere sinceri, con se stessi e poi con chi ci segue, non importa siano cinque, cento, mille o diecimila persone. Non cerchiamo di essere di più di quello che siamo, postando citazioni o scrivendo cose particolarmente profonde ma che non convincono neanche noi, ma nemmeno il contrario ovvero banalizzarci. Se possiamo e ci piace, scriviamo, senza aver paura, buttiamoci!

Non esiste una didascalia perfetta. Ci sono personaggi divenuti celebri su Instagram che scrivono a stento tre parole e chi invece fa lunghissimi temi sotto ogni foto. Ognuno ha il suo modo di comunicare, il suo stile, ciò che conta è sfruttare quello che ci viene più spontaneo per riuscire a trasmettere qualcosa di noi o il “messaggio” che abbiamo deciso di condividere con i social.

Sostanzialmente su Instagram si condividono tre tipologie di foto:

  1. Ispirazionale: paesaggi, ma anche angoli di casa con momenti di vita quotidiana, ma anche il flatlay con momento té può essere tra questi
  2. Personale: una foto con il nostro lui o con lei, gli amici, un momento in famiglia, tutto ciò che può essere ricondotto alla nostra sfera personale
  3. Egocentrica: i selfie e tutti quei post che non aggiungono nulla se non del sano egocentrismo

Per i primi due post è semplice capire come – accompagnando la foto emotiva con un testo che racconti le nostre emozioni o tenda a sottolinearle (il famoso storytelling) – riusciremo a rafforzare quello che vogliamo comunicare e quasi sicuramente a raccogliere molti più like, che non è il nostro scopo, ma sicuramente un termometro di quanto siamo riusciti a dire con il nostro post su Instagram.

Nell’ultimo caso – quello del selfie – le parole possono a volte risultare ridondanti o superflue, a meno che non vogliamo raccontare uno stato d’animo – ovvero quello in cui abbiamo scattato quell’autoritratto. Altrimenti, se non c’è un motivo particolare meglio evitare citazioni profonde et similia, lasciamo la superficialità a quello che è in questo caso: mero egocentrismo, nessuno ne risentirà.

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Esempi di personaggi famosissimi sui social, contrapposti dal punto di vista della comunicazione

Per addentrarci meglio nella guida how to per la perfetta didascalia di Instagram, ho pensato a degli esempi di personaggi (persona normali divenute tali) seguitissimi sui social per motivi diversi, che usano metodo di comunicazione e didascalie diversissime tra di loro. Eccoli!

Le didascalie di Luis Sal su Instagram

Prendete ad esempio Luis Sal, famoso YouTuber, ora al milione di followers anche su Instagram. Luis è famoso per i suoi video e la comunicazione che fa su Instagram è snella e sintetica corredata da piccole parole chiave o aneddoti che sono invece subito lapalissiani alla sua community, cioè a chi lo segue per i suoi video. Basta leggere i commenti per non capirci nulla se non si ha visto almeno cinque o sei video di Luis. In questo caso, Luis usa Instagram per rilanciare il suo lavoro di YouTuber e non il contrario. Chi lo segue solo su Instagram, per capire qualcosa di più di lui, dovrà andare a vedere i suoi video su YouTube, ed è quello che in fondo vuole Luis, perché è il suo strumento prescelto per comunicare.

Le didascalie di Chiara Ferragni su Instagram

Esempio opposto: Chiara Ferragni. Pubblica tantissime foto al giorno su Instagram e altrettante Stories, il suo racconto è da reality e per questo le didascalie sono molto scarne, perché sono le foto che raccontano passo passo la sua giornata assieme alle Instagram Stories. Allo stesso tempo, quando ci sono dei momenti o delle situazioni particolarmente emotive, Chiara non disdegna anche di scrivere molto per raccontare i suoi sentimenti e condividerli con i followers, lo fa quasi sempre condividendo delle note nelle Instagram Stories. Una scelta particolare.

Le didascalie di Paola Turani su Instagram

Altro esempio: Paola Turani. Modella, influencer e persona dalla incredibile parlantina. Una ragazza che è riuscita a creare con il suoi followers un rapporto davvero speciale, con tantissimi aneddoti della sua vita privata che condivide con costanza ogni giorno, da quando aveva 100o followers ad oggi, la sua dedizione non è mai cambiata. Paola si mostra senza filtri, nella vita di tutti i giorni, con il suo futuro marito e il cagnolone ama, ma anche raccontando il suo lavoro di modella e influencer, il dietro le quinte degli eventi più trendy, Paola non si risparmia neanche in fatto di didascalie, scrive tantissimo sotto le sue foto, raccontanadosi con naturalezza e questo alle sue lettrici piace molto.

Come vedete vi ho raccontato tre esempi di successo ognuno opposto all’altro. Non c’è un segreto, basta solo essere focalizzati su quello che si vuole trasmettere di noi stessi agli altri. Quale parte di noi vogliamo fare emergere, qual è lo strumento con cui ci viene più facile raccontarci, magari non sono le didascalie ma i video delle Instagram Stories, o YouTube, o il blog. Per ottenere tanti like sotto le foto possono essere importanti le didascalie, ma anche no, come vi ho mostrato da questi esempi.

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Frasi per selfie su Instagram

Due righe di approfondimento sui selfie – croce e delizia dei nostri tempi – e la sua didascalia. Sappiamo bene che il selfie è l’acme dell’egocentrismo ai tempi dei social. Non è da prendere solo con accezione negativa, perché ad amarsi non c’è nulla di male, salvo non esagerare e fare una gallery di Instagram solo di selfie. In tal caso, potremmo apparire al contrario molto insicuri.

In questo caso, la citazione poetica o i versi di una canzone – anche in inglese per essere più intenational -potrebbero anche salvarci dall’impaccio, ma ricordiamoci di corredare le citazioni sempre con qualcosa di nostro. Uno stato d’animo, qualche parola di contorno, anche ammettere che ci annoiavamo e abbiamo iniziato a fare selfie non è reato. Pensate alle sorelle Kardashian che hanno fatto la loro fortuna sull’arte dei selfie, scrivendoci addirittura un libro. Insomma, non c’è un manuale per didascalie di Instagram belle a cui attingere (e mai ci sarà), anche se a volte vorremmo che fosse così. Per ottenere risultati, ovvero i tanti like che vi avevo promesso all’inizio di questa guida, occorre metterci del proprio, soprattutto se vogliamo “costruire” qualcosa di solido, sia che si tratti di business che di portfolio on line, o semplice intrattenimento per i nostri followers. Iniziate a mettervi in gioco e fatemi sapere come va!

 

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