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Jackie e John Kennedy: quel tailleur rosa sporco di sangue e la dignità nonostante i tradimenti

Quel tailleur rosa modello Chanel: impeccabile, perfetto, come lei, Jacqueline Lee Bouvier, improvvisamente macchiato di sangue, quello di John Fitzgerald Kennedy, suo marito e Presidente degli Stati Uniti d’America.

La cartolina della coppia perfetta che scorrazza nella macchina bianca tra due ali di folla, diventa l’immagine che pietrifica ogni volta la si guarda. Il ricordo di una data da commemorare, quel 22 novembre 1963, quando Kennedy venne assassinato dall’ex militare Lee Harvey Oswald.
50 anni fa. Erano gli anni ’60, Kennedy, il Presidente più giovane, moderno e progressista che gli Stati Uniti avessero mai avuto: bello, affascinante, corteggiatissimo. Lei: snob, aristocratica, glamour.
Un matrimonio (nel 1953) minato da tradimenti (uno su tutti quello con Marylin Monroe) che non scalfirono comunque l’unione che perlomeno in pubblico era sempre impeccabile. Quattro figli, di cui solo due sopravvissuti: Caroline e John F. Junior.
Ma Jackie e John si amavano davvero? Se l’è domandato il giornalista Christopher Andersen scrivendo il libro “These Few Precious Days. The Final Year of John with Jackie” (“Quei pochi e preziosi giorni. L’anno finale di John con Jackie”). Proprio pochi mesi prima dell’attentato a Dallas pare che Marylin avesse parlato al telefono con Jackie dicendole: “Jfk ti lascerà, ha promesso di sposarmi”.

 

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Nonostante questo insinuarsi di Marylin nella loro vita, Jacqueline ha difeso fino alla fine il suo amore e la sua famiglia, promettendo solennemente al marito (durante la crisi dei missili a Cuba): “Preferisco morire con te, con i bambini, piuttosto che vivere senza di te”.
Ma il suo amore lo ha dimostrato proprio quando quelle tre pallottole raggiunsero John su quell’auto, a Dallas. Con la sua eleganza, anche in un momento così tragico, tendendo tra le braccia John (quell’uomo così forte in pubblico, ma fragile nelle relazioni affettive), mentre si accasciava sul suo grembo, ricoprendo il suo abito rosa di sangue e materia cerebrale. Jackie in quel momento entrò definitivamente nel cuore degli americani.
La sua immagine elegante e delicata nascondeva un carattere forte e anche per certi versi ribelle. Jackie ha ricominciato più volte e ha dimostrato di non aver paura di buttarsi in storie complicate, come quella con il fratello di John – Robert – rivelata nei dettagli da David Heyman nel libro “Bobby and Jackie: a Love Story”.
“Tutti ne erano a conoscenza – riferisce Franklin Roosvelt Jr. – Erano come due teenager malati d’amore”. Anche la moglie di Bobby, Ethal, che tollerava perché sapeva che il marito, nonostante tutto, non l’avrebbe mai lasciata. Poi di nuovo la maledizione, Robert muore in un attentato  il 4 giugno del 1968, fu Jackie a chiedere che venisse staccata la spina che lo alimentava. Poco tempo dopo sposa l’armatore greco Aristotele Onassis, che per lei lasciò Maria Callas. Uomo distante anni luce dall’immagine affascinante e popolare di Jack e Bobby.
Un linfoma la strapperà alla vita nel 1994, a soli 64 anni. Nonostante fossero passati quasi 50 anni dalle ultime immagini che la vedevano felice nella Casa Bianca con JFK, nell’immaginario collettivo rimane il fotogramma di Jackie che sussura al marito in punto di morte: “Ti amo tanto, John”. Ed è proprio accanto a lui che ora riposa nel cimitero nazionale di Arlington in Virginia.

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