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Su Netflix Chef’s Table: la storia di Massimo Bottura (da vedere)

Avete presente quando cercate una storia di vita vera, motivante. Ecco, io sono una curiosa di natura, e se c’è qualcosa che mi piace devo approfondire subito.

Avevo bisogno di una storia, una storia vera, non di quelle da film che poi finiscono con il lieto fine, ma sai già che sarebbe stato difficile il contrario. Avevo bisogno di una storia che parlasse di persone vere, di scelte, di coraggio, e che lo avesse sì il lieto fine, ma di quello che quando arriva sembra solo ormai una diretta conseguenza, quella che si prefigge chi non ha mollato quando tutti lo avrebbero fatto.
Ed è così che per caso l’altro giorno, girovagando su Netflix mi sono imbattuta nella serie Chef’s Table. Sinceramente sono un po’ stufa di sentir parlare di chef e cucina, visto l’overload di programmi al riguardo, ma quando ho letto i vari capitoli, il nome di Massimo Bottura mi ha incuriosita.
Ne avevo sentito parlare in generale, ma nello specifico qualche giorno fa balzato alla cronaca culinaria e non solo, per aver reso il suo ristorante modenese L’Osteria francescana il migliore del mondo. Il primo italiano a raggiungere questo risultato.

Ebbene, incuriosita ho iniziato a seguire la storia di Massimo e la sua vita fatta di tante piccole e grandi scelte coraggiose, ma soprattutto di molto cuore, tantissimo. Non solo quello per la cucina, ma anche per la sua terra, per la tradizione, per sua moglie Lara. Il rispetto per le materie prime che madre natura ha fornito alla sua Emilia Romagna e che lui – per primo – ha saputo far risalire nel momento nero in cui rischiavano di tracimare.  
30.000 forme di Parmiggiano Reggiano danneggiate dal terremoto che nel 2012 ha devastato terra e monumenti, agricoltura e vite, soprattutto vite. Una ferita che ancora sanguina ma che Massimo ha saputo rendere meno drammatica favorendo con la sua cucina l’uso (e l’acquisto) delle forme danneggiate, il suo risotto parmiggiano e pepe (piuttosto che cacio) lo ha reso possibile.

 

Questa è solo una delle incredibili storie di positività raccontate da Massimo Bottura. Pensare che per aprire l’Osteria Francescana con sua moglie Lara ha venduto tutto, e per via della sua cucina, da molti tacciata di “rovinare” quella tradizionale, il suo ristorante è stato per molto tempo vuoto e sul rischio di chiudere per sempre. Eppure, grande compagna di vita e di lavoro, Lara, sua moglie, ha saputo spronarlo a non mollare, credendo fermamente in lui e nelle sue capacità.
E così è stato, non è stato per tutti facile comprendere da subito il genio di Bottura, ma oggi, con grande serenità ed umiltà, ed una storia incredibile alle spalle, merita davvero di essere lo chef numero uno al mondo. Un numero 1 che brilla in via Stella 22 a Modena, in una piccola grande unica Osteria.
Ps: Se siete curiosi di conoscere anche i prezzi del menù li trovate on line sul sito ufficiale. Io, se passerò da quelle parti, proverò a farci un salto.

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