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Moschino con Jeremy Scott: la moda fast fashion in stile McDonald è la rivoluzione

 

Fast fashion, questo il tema della sfilata Moschino portata in passerella qualche mese fa in occasione della Milano Fashion Week e che vedeva debuttare con lo storico marchio, l’eclettico Jeremy Scott.

Un connubio perfetto che ha portato subito una ventata di freschezza, sia nello show, che nel concetto stesso di moda. Scott ha attinto dai fast food e ha portato in passerella i colori tipici del McDonald declinandoli in accessori, borsette e cover per iPhone e strizzando l’occhio allo stile dei tailleur di Madame Coco Chanel.
Un successo. Ma il suo concetto di fast fashion è andato oltre, perchè i capi visti durante lo show, il giorno dopo, erano già in vendita sul sito ufficiale. Niente di più semplice e scontato per chi vuole sopravvivere nel mondo patinato, ma con i conti in rosso, del fashion system che ha difficoltà a mantenere gli alti livelli che vogliono ogni sei mesi nuove collezioni in passerella e tanti milioni di euro da investire.
Semplice marketing, semplici idee, ma che spesso sono lontanissime dalle realtà e dal modus operandi di tante (troppe) case di moda che vedono ancora la vendita e la settimana della moda come due concentti separati. Il web viene ancora solo visto come strumento di condivisione e non come piattaforma per arrivare subito con l’acquisto, senza passare dalle boutique o altro.

Moschino, invece, ha affinato la sua strategia: attira con pezzi semplici come la cover dell’iPhone a forma di sacchetto di patatine (in precedenza lo stesso per Gennarino e Violetta) e dà, a tutti, la possibilità di aggiudicarsi almeno un pezzo di quella collezione appena vista sfilare in passerella.
Quello di Moschino è un esempio da seguire anche per le altre case di moda che spesso si perdono nei meandri della comunicazione e dei social dimenticando l’obiettivo finale, ovvero: vendere la propria idea di moda a tutti, partendo dai piccoli accessori che creano viralità.
Ora, grande applauso a Moschino e a Jeremy Scott questo eclettico stilista che è riuscito a portare avanti negli anni le sue idee originali, mai fini a se stesse, ma sempre legate agli imput consumistici o meramente simbolici dei nostri tempi. Intuizioni da stravolgere con irriverenza, con l’idea di prendersi poco sul serio ma mostrando in realtà un grande spirito creativo e di consapevolezza, il desiderio di uscire fuori dagli schemi di cui, spesso, la moda stessa è vittima.
E sono sicura che Franco Moschino avrebbe apprezzato e si sarebbe divertito nell’assistere al primo show di Moschino con Jeremy Scott alla sua guida.


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