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Perché leggere il libro di Lucia Annibali. Io ci sono “Storia di un non amore”

Perché leggere il libro di Lucia Annibali. Ci sono tanti motivi per farlo e sono tutti validi. Io leggendolo – questo Natale – credo di essermi fatta un grande regalo, anzi, credo che Lucia lo abbia fatto a tutti noi raccontandoci la sua storia, condividendone i dettagli, il dolore, mostrandoci le sue ferite, ma anche la sua capacità di reagire e di guarire. Non a caso il suo libro si chiama Io ci sono, una frase che ripete spesso nelle 270 pagine, filtrate magistralmente dalla penna di Giusi Fasano. 270 pagine per raccontare “La mia storia di non amore” e della nuova vita ritrovata dopo quel tragico giorno, quell’avvenimento devastante, quel dolore lancinante, quella consapevolezza che nulla sarebbe potuto essere più come prima, ma che Luci ci sarebbe comunque stata.

Ho conosciuto la storia di Lucia Annibali – come tutti – prima attraverso i telegiornali e poi, dalla sua voce, dalle incredibili testimonianze che in alcune occasioni speciali ha rilasciato. Non troppe parole, a parlarti per primo c’è sempre il sorriso, quello stesso sorriso con cui ti guarda anche dalla copertina del libro e ti grida “Io ci sono”.

Quel suo modo delicato di essere e di affrontare la vita, con il sorriso appunto, anche se qualcuno avrebbe voluto cancellartelo per sempre, anche se la persona che più amavi si è rivelata quella che voleva farti più male. Ciò che mi ha sempre colpito di Lucia è proprio questo profondo rispetto nei confronti della vita. Mentre leggevo le pagine della sua storia di non amore più dolorose, mi chiedevo come avesse fatto ad affrontare tanta sofferenza fisica e psicologica senza un lamento, senza un insulto, senza livore, rabbia. Le lezioni che ti arrivano dalla storia di Lucia sono molteplici. Una delle più intense e forse quella risolutiva, anche per la sua “nuova vita”, sta proprio nella capacità di trasformare il dolore in nuova forza, la rabbia in energia per reagire, per resistere al dolore. Arrendersi vorrebbe dire darla vinta a chi ci avrebbe voluto annullare, a chi sperava di spegnere per sempre qualsiasi possibilità di godere della propria vita (senza di lui).

Un’altra cosa che ho imparato dalla storia di Lucia è che al posto suo ci sarei potuta essere io, o tutte quelle amiche o conoscenti di cui ho sentito raccontare storie di non amore. Quante volte capita di annullarsi, credere alle bugie, in nome di un amore che in realtà non è altro che un sentimento egoistico, un’incapacità totale di gestire le relazioni, le responsabilità, le separazioni, ma soprattutto le scelte. Quanto è difficile scegliere di chiudere per sempre una porta e quanto su questo influisce anche l’egoismo, il profondo egoismo di chi non prova neanche per un secondo a mettersi nei panni di chi sta dall’altra parte, di chi aspetta, chi spera in una relazione vera. Un amore unico.

Questo libro è stato un regalo nel regalo di Natale. La storia di Lucia, il suo modo di parlare, di raccontarsi, il suo modo di essere prima e dopo, mi hanno fatto riflettere anche su quanto le nostre insicurezze possano influenzare le nostre scelte, e di conseguenza la nostra felicità. Di quanto l’insicurezza ci porti a vedere le cose in maniera distorta, a scambiare un non amore per amore.

Ps. Il libro è uscito diversi anni fa, ormai, ma vi assicuro che questa storia è senza tempo, perché Lucia con il suo racconto va oltre la storia personale e se pensate di saperne qualcosa vi renderete conto di conoscerne solo le parti più superficiali. In questo libro c’è molto di più di una vendetta, di uno sfregio, c’è il coraggio di essere consapevoli, libere, di volersi riscattare, di vivere, di urlare a chi ci ha fatto del male “io ci sono, sei tu a non esserci più”.

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