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Tempo Libero

5 motivi per cui amo Narcos, la serie di Netflix su Pablo Escobar (e non solo)

Quando mi piace qualcosa vado in fissa: non importa che sia un libro, un film, un attore, una persona appena conosciuta, vado in fissa. Questo vuol dire che trovo qualsiasi escamotage per parlare con chiunque di quell’argomento, approfondisco ai limiti del maniacale, e insomma, divento quasi insopportabile, e tra le altre cose mi viene una sorta di ansia da prestazione nel doverne scrivere, perché ho paura di non rendere abbastanza con le parole, di non riuscire ad esprimere al 100% i motivi del mio amore per qualcosa o qualcuno.
Lo so, ora riderete pensando che tutta questa ansia da prestazione ce l’ho nel raccontarvi l’ultima cotta: è stata, anzi è, per la serie tv Narcos di Netflix.

Le prime due stagioni sono state dedicate al re dei narcotrafficanti colombiani, ma potremmo dire senza paura di essere smentiti, al re dei narcotrafficanti di tutti i tempi: Pablo Emilio Escobar Gaviria, le prossime due, perché Netflix ha annunciato che ci saranno, saranno focalizzate sui cartelli di Calì e sul Messico. (Grazie Signor Netflix).

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Perché guardare Narcos

Veniamo al dunque, perché da quando ho visto Narcos tutto il resto è noia. I fatti che vi racconto sono relativi alla serie, che riprende molto da vicino quelli reali, ma sono drammatizzati; se volete conoscere più da vicino il vero Pablo Escobar, vi consiglio, sempre su Netflix, il documentario Los tiempos de Pablo Escobar.

 

1. Wagner Moura: è l’attore (protagonista nelle prime due stagioni) che interpreta magistralmente Pablo Escobar. Di origini brasiliane, si è trasferito a Medellin, dove appunto venivano girate le puntate della serie, sei mesi prima rispetto al resto del cast per studiare lo spagnolo.
Inutile dire che è talmente bravo che da solo, praticamente, rappresenta il 50% del successo di Narcos. La voce, le espressioni, se vi innanorerete di Pablo Escobar (personaggio), sarà colpa sua.2. La storia. A scuola spesso studiamo fino alla seconda guerra mondiale, ancora oggi. Nonostante di mezzo ci siano stati avvenimenti e fatti altamente importanti ed impattantil sulla geopolitica del mondo, restiamo indietro e spesso abbiamo lacune difficilmente colmabili; ignoriamo quanto anche il mercato della droga abbia influito su quello che siamo diventati, come Paesi, nazioni e anche persone. Se parliamo di uomini che hanno scritto alcune terribili pagine di storia, in Colombia, ma anche negli Stati Uniti e nel resto del mondo, poi, non possiamo non conoscere la storia di Escobar. Il primo narcotrafficante ad aver esportato la cocaina negli USA (Miami e New York) e aprendo questo meccanismo, non solo ad altri Cartelli colombiani, ma al resto dei narcotrafficanti che avrebbero seguito le sue “gesta”.3.Non vi annoirete. Nella prima stagione vivrete l’ascesa di Pablo, quindi conoscerete anche il suo lato più violento, vendicativo, assetato di denaro, di voglia di riscatto per chi come lui, venuto dal “niente” come spesso ripete, grazie al denaro ha tutto alla sua portata. Comprare politici, polizia, ippopotami, case, e tutto quello che si può desiderare o immaginare. Ma c’è anche il rovescio della medaglia, c’è anche chi non si lascia corrompere, c’è la perdita delle persone care, alcune nevralgiche, che porteranno Pablo a perdere di vista le sue stesse azioni, sempre più spaventose e spietate anche per la gente stessa che lo sosteneva.
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4. Il consiglio è di vederla in lingua originale. La voce di Wagner Moura, lui brasiliano che ha imparato lo spagnolo a Medellin poco prima della serie, è sexy ed è un motivo in più per fare qualche lezione di spagnolo. Non a caso Babbel ha lanciato una promo geniale, dove è possibile testare le proprie capacità linguistiche utilizzando proprio le celebri frasi di Narcos (inutile dirvi che l’ho ripetuta cinque volte per impararle tutte). Anche sulla pagina Facebook di Narcos, che vi consiglio di seguire perché ha una strategia comunicativa degna della serie, ci sono dei video da Wagner Moura che ci insegna non sono a pronunciare bene alcune frasi – poco carine, ma perché no sempre utili – in spagnolo, ma ce le spiega anche in base all’intonazione, da bravo attore.

5. Se non l’avete ancora vista, la seconda stagione di Narcos riuscirà a farvi commuovere e conoscere il lato più “umano” ed introspettivo di Pablo. Il genio del male messo in ginocchio, vittima delle sue stesse azioni, solitario nel suo declino, lontano dalla sua famiglia e dai suoi affetti, per cui fino alla fine ha dimostrato di provare un amore smisurato. La violenza che lo contaddistingueva fuori dalle mura domestiche si trasformava – in casa – in saggezza e amore per i figli e la moglie. Un uomo che ha usato il male per raggiungere uno stile di vita ed un potere che le sue origini gli avevano precluso, da contestualizzare in un periodo storico e in un Paese, la Colombia, decisamente arretrata culturalmente ed economicamente. Una figura emblematica, che si colloca ancora oggi in una zona grigia: Escobar veniva da un barrio povero, ed ha cercato di riscattare i poveri del suo paese, ma allo stesso tempo, seminando morte ed orrore, ha inflitto una grave ferita alla sua stessa popolazione e a quella terra che, per lungo tempo, ha pagato con il sangue il traffico di droga.

La sigla di Narcos Rodrigo Morante Tuyo

Soy el fuego que arde tu piel
Soy el agua que mata tu sed
El castillo, la torre yo soy
La espada que guarda el caudal

Tu el aire que respiro yo
Y la luz de la luna en el mar
La garganta que ansio mojar
Que temo ahogar de amor

Y cuales deseos me vas a dar?
Dices tu, “Mi tesoro basta con mirarlo
Tuyo será, y tuyo será.”

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