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A teatro Tradimenti con Ambra Angiolini e Francesco Scianna, la recensione

Un tiepido pomeriggio di Dicembre, il teatro Eliseo con le sue poltrone e arredi in velluto rosso che man mano si riempie e si scalda sotto il chiacchiericcio della gente.
Si apre il sipario: Ambra Angiolini e Francesco Scianna interpretano i personaggi di Emma e Jerry, amici ed ex amanti che si rivedono ad un bar, dopo diversi anni dalla fine della loro relazione clandestina. E ripercorrendo a ritroso le loro vite, ci fanno rivivere la nascita, l’evolversi e la fine di questa storia d’amore ambientata nell’Inghilterra di inizi anni ’70.

Il focus della storia è sulle dinamiche amorose e la stanchezza dei rapporti. Matrimoni che vanno avanti nell’infelicità, l’incapacità di prendere decisioni nette, la paura di rimanere soli.

Sebbene il copione verboso richieda molta attenzione da parte di chi segue le vicende, quello che manca nella storia raccontata a teatro da Michele Placido è qualcosa in più di quegli anni ’70, periodo di rivoluzioni e fermenti culturali, che nel testo originale di Pinter aveva influenzato anche la vita e le dinamiche affettive dei personaggi.
Francesco Scianna riesce a calarsi benissimo nella parte dell’amante, tanto focoso quanto incapace di comprendere fino in fondo i suoi sentimenti. Mentre, Ambra, rimane troppo sincopata nelle sue esternazioni, sicuramente atte a sottolineare il carattere isterico della protagonista, ma eccessive anche quando non necessario.
Francesco Biscione interpreta un consapevole e annoiato marito tradito, apparentemente assuefatto a tutto, anche alle cattive notizie o quelle che dovrebbero seriamente compromettere le sue relazioni.
Vi consiglio di andare a vederlo se amate i due attori protagonisti, sicuramente un bel testo per il teatro, peccato manchi qualcosa per renderlo nella sua rappresentazione sul palco, davvero unico.

Tradimenti di HAROLD PINTER
traduzione di Alessandra Serra
con AMBRA ANGIOLINI e FRANCESCO SCIANNA
e con FRANCESCO BISCIONE
scene GIANLUCA AMODIO
costumi MARIANO TUFANO
musiche originali LUCA D’ALBERTO
light designer GIUSEPPE FILIPPONIO
regia MICHELE PLACIDO

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1 Comment

  • Reply
    Anonimo
    20/01/2016 at 7:43 am

    Un suicidio teatrale: un regista disattento (Placido) confeziona una regia troppo veloce, priva di approfondimenti, da serie televisiva, costringe il talento dei suoi attori, assurdamente microfonati (qualcuno spieghi a Placido che a teatro si usa la propria voce, e che ci si deve far sentire anche dall’ultima fila senza surrogati tecnologici) in sbrigativi quadretti, e riesce nella non facile impresa di soffocare il genio di Pinter in 75 minuti scarsi di routine. AL calar della tela ci si chiede se veramente sia finita così, e ci si limita a quattro applausi di convenienza. Avevamo apprezzato la Angiolini a teatro diretta da Bellocchio ma qui, purtroppo, il disegno registico la indebolisce ed intimidisce, e non riesce ad andare al di là del compitino. Peccatori i due attori uomini . Spettacolare nella sua recitazione leggera e naturalissima Francesco Biscione . Carlo

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